MEDICINA DEMOCRATICA ORGANIZZA IL 23 GIUGNO ALLE 17.30

Un incontro Presso Il Caffè Letterario (Via Beccaria10)

L’ONDA LUNGA DELLA PRIVATIZZAZIONE DELLA SANITA’ IN LOMBARDIA

DR.SSA M. E. SARTOR (RICERCATRICE)

LE CONSEGUENZE PER I CITTADINI E LE CITTADINE

Dott. A. MUSCOLINO (M.D.)

Costituzione della Repubblica Italiana Art. 32.

 La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti….

 In Italia sono in atto da diversi anni politiche tese a ridimensionare i sistemi di welfare universalistici.

Dopo l’attacco sui diritti sul lavoro e sulle pensioni, anche i servizi sanitari sono sottoposti a contro-riforme e tagli al finanziamento pubblico che ne minano i principi fondanti di universalismo e solidarietà, producendo diseguaglianze nell’ accesso alle cure e nella tutela della salute della popolazione.

In Italia assistiamo dal 2010 a un sistematico de-finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, che pure costa in termini assoluti e in percentuale sul PIL molto meno dei sistemi di tanti altri Paesi europei.

Non si cerca più di strutturare un servizio che garantisca la salute nel suo più ampio significato di prevenzione e tutela in ambito di ambiente, di lavoro, ma solo di cura della malattia. Negli ultimi anni molti servizi territoriali e ospedalieri sono stati chiusi. Il numero dei dipendenti del SSN si è ridotto considerevolmente e le condizioni di lavoro sono peggiorate. In molte parti di Italia non è garantita una reale copertura dei Livelli Essenziali di Assistenziali. Milioni di persone devono ritardare o rinunciare alle cure. Una gran parte dei bisogni, soprattutto quelli socio-sanitari, sono disattesi per il ritardo storico di sviluppo dei servizi territoriali. In Lombardia si sono privilegiati gli ospedali con investimenti progressivamente destinati al privato.

Alla sistematica e da alcuni auspicata, riduzione dell’impegno pubblico in sanità è corrisposta una proliferazione di coperture sanitarie assicurative private o mutualistiche purtroppo inserite anche nei contratti collettivi di lavoro – che mina il nostro servizio sanitario alle sue fondamenta, nell’ universalismo e nella solidarietà, producendo un sistema segmentato e diseguale: da un lato un servizio sanitario pubblico “al ribasso” per i meno abbienti (o per chi non ha una sufficiente tutela contrattuale), e dall’altro una sanità privatizzata differenziata a seconda dei benefit previsti dai contratti lavorativi o per chi se la può pagare.

La Giunta della Regione Lombardia con una serie di provvedimenti sta compiendo un salto di qualità nello smantellamento della sanità pubblica, con un cambiamento radicale per la presa in carico delle persone con malattie croniche, che verrà affidato ad un Gestore (Privato?) che dovrà controllare l’intero percorso di cura, decidendo gli interventi, le visite, gli esami necessari ed anche a chi il cittadino dovrà rivolgersi.

Organizza :

Medicina Democratica Sezione di Brescia