La Lega bresciana, con immediato, istintivo riflesso, ha deciso di sostenere con una raccolta di firme il questore Sartori e la sua linea di duro contrasto del conflitto sociale. Una linea ormai rivolta a colpire fondamentali diritti costituzionali, anche quello elementare di manifestare pacificamente, a colpi di divieti, prescrizioni, avvisi orali, denunce, daspo e tutto ciò che l’armamentario dell’ultimo decreto “sicurezza” mette a disposizione degli apparati di sicurezza e che troverà piena applicazione non appena entrerà formalmente in vigore.
Il questore, per la verità, ha già agito anticipando, nella misura del possibile, queste misure, capendone perfettamente spirito e intenzione: lo scivolamento verso una stretta autoritaria la cui traiettoria porta, a fine corsa, ad uno Stato di polizia.
Lega e Fratelli d’Italia, in competizione fra loro a chi mostra più ferocemente le ganasce, plaudono ad una torsione antidemocratica che sempre più connota la politica del governo.
Come chiunque sia dotato di spirito critico può constatare, l’attacco punta al cuore della Costituzione, che gli epigoni del MSI vorrebbero ridurre ad un vuoto simulacro, rimettendo in auge il codice penale che Alfredo Rocco redasse nel 1930, in pieno regime fascista. Oggi, a rinverdire le gesta del ministro fascista di Grazia e Giustizia, c’è Carlo Nordio, che non ha nulla da invidiare al suo predecessore.
E’ bene che tutte le forze non inclini a subire quella che pare una inarrestabile deriva si mobilitino cogliendo, senza ulteriori sottovalutazioni, la gravità del pericolo che sta correndo la democrazia. Se non lo si fa ora, più avanti potrebbe essere troppo tardi.
Si rammenti che è già successo.

P.S.: Ora, dopo la figuraccia della “corda molle”, i seguaci nostrani del Carroccio investono sulla repressione per distrarre i bresciani arrabbiati per l’ennesima presa in giro che è stata loro somministrata: miserie dei guerrieri padani.

Partito della Rifondazione comunista – Federazione di Brescia