É bastato che due consiglieri della sua maggioranza (Catalano e Gastaldi) assumessero una posizione pubblica critica nei confronti del questore di Brescia, autore di tre avvisi orali ad altrettanti esponenti del Cs Magazzino 47 e di Onda studentesca, perché la sindaca di Brescia tornasse a strillare come un’aquila, questa volta contro i propri alleati che con il loro improvvido atto non farebbero che “alimentare conflitti, trasformando ogni tema in terreno di contrapposizione ideologica”. Stando alla sostanza e non alle chiacchiere sulla carta intestata, il fatto è che per Castelletti il questore ha fatto bene, anzi benissimo, a sanzionare gli organizzatori di una pacifica manifestazione in solidarietà con l’amministrazione Autonoma del Rojava. Parla di tutela dei diritti costituzionali, la sindaca, ma non si capisce a cosa si riferisca, visto che i soli diritti violati sono quelli di coloro che hanno deciso, dopo averlo comunicato, di esercitare un diritto sancito dalla legge. Il fatto è che Castelletti, in perfetto accordo con la destra fascista e leghista, condivide la torsione repressiva di ogni forma di dissenso che tale sia giudicata dalle csd forze dell’ordine, che a loro volta agiscono in perfetta armonia con la svolta autoritaria impressa dal governo con i vari “pacchetti sicurezza”. Ormai siamo ad un punto di svolta molto pericoloso: non si reprime più un presunto reato, ma il diritto stesso di manifestare. Quanto al dottor Paolo Sartori (al quale segnaliamo, doverosamente, che anche Rifondazione comunista fu fra i soggetti organizzatori della manifestazione pro-Rojava) pare ormai chiaro sino a dove egli sia disposto a spingersi. Lo è, per la verità, da quando fece fermare un gruppo di attivisti e attivisti di “Extinction Rebellion” che avevano indetto una manifestazione di protesta davanti alla fabbrica di sistemi d’arma “Leonardo”. Senza alcuna ragione che non fosse la sadica intenzione di infliggere loro un’umiliazione, i ragazzi furono portati in caserma e le sole ragazze furono costrette a denudarsi completamente e ad effettuare, in quello stato, dei piegamenti: un atto che resterà indelebile nel palmares del dirigente della questura. Ricordiamo, di passaggio, che in quell’occasione il silenzio della sindaca della città fu tombale. Non le andò in soccorso neppure l’umana solidarietà fra donne. Ma, del resto, come ognuno sa, si cade sempre dalla parte dove si pende.

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Brescia