Dopo le roboanti promesse del Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, l’annosa questione del pedaggio sulla “corda molle” trova finalmente una soluzione!
È stato infatti concluso un accordo (temporaneo) che, dietro l’esborso di un milione e mezzo di euro da parte della Provincia di Brescia, permetterà esclusivamente per un anno ed esclusivamente ai residenti in venti Comuni situati lungo il tracciato del raccordo autostradale di potervi transitare gratuitamente ed ai residenti nel Comune capoluogo di godere di tariffe agevolate al 50%.
Un grande risultato secondo gli spavaldi leghisti di casa nostra, che se ne intestano sfacciatamente il merito, evidentemente immemori delle solenni promesse spese più volte dal loro ‘capitano’ durante le sue diverse comparsate nel territorio bresciano: “fino a quando io sarò ministro, non ci sarà alcun pedaggio sulla Corda Molle!”. Alla faccia della coerenza.
Tutta propaganda demagogica di ‘bassa Lega’, che non rende chiarezza e non risolve in alcun modo i tanti problemi che restano intatti sul tavolo.
La realtà è che dal 1° marzo il transito su quell’arteria stradale diventerà a pagamento e, nonostante il non florido bilancio dell’Ente Provincia sia il frutto del contributo di tutti i residenti nell’intera circoscrizione provinciale, i benefici – soltanto temporanei (un anno) – saranno riconosciuti per intero soltanto a quanti abitano in venti Comuni e, a metà, agli abitanti della città.
Ma dove e come saranno reperiti i fondi necessari? Dove la Provincia troverà il milione e mezzo di euro necessari a mettere in pratica, almeno per dodici mesi, l’accordo? Crediamo di non essere cattivi profeti se affermiamo che quei soldi saranno recuperati tramite tagli e trasferimenti dalle altre voci che costituiscono il ben misero bilancio di Palazzo Broletto; un bilancio che già adesso non consente di effettuare gli investimenti necessari ed urgenti per la messa in sicurezza e l’asfaltatura delle strade, per il risanamento dell’ambiente, per la cura del territorio, ecc.
Come sono state quantificate e da chi, poi, le stime di traffico, sulla base delle quali è stata stabilita in 3 milioni di euro la cifra da versare annualmente alla società concessionaria “Autovie Padane”?
Chi si preoccuperà di tutelare e risarcire quelle comunità che vedranno gravemente compromessa la vivibilità e la salubrità dei luoghi percorsi dalla viabilità secondaria sulla quale, proprio a causa dell’introduzione del pedaggio, torneranno con molta probabilità a riversarsi ingenti flussi di traffico veicolare?
Rifondazione Comunista storicamente si è sempre opposta, inascoltata, alla costruzione delle grandi opere nel nostro territorio, ritenendole un vantaggio solo per gli speculatori, dannose per l’ambiente, insostenibili sotto il profilo economico, sbagliate ed eticamente censurabili per l’ingente sperpero di risorse pubbliche ben altrimenti impiegabili.
Pensiamo sia giunto il momento di fare i conti con l’impatto che queste “storture razionali” hanno provocato sui territori e sulla qualità della vita di coloro che in quei territori abitano.
Forse, finalmente, qualcuno si renderà conto della necessità, non più rinviabile, di cambiare paradigma, di invertire la scala delle priorità: meno mercato, più tutela dell’ambiente e delle persone; meno lobbismo, più trasparenza; meno privatizzazioni, più partecipazione.
Forse, finalmente, la politica in questo modo potrà sperare di recuperare un po’ della credibilità perduta.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – Federazione di Brescia
